Cos'è
Martedì 3 febbraio alle 10 all'ex Collegio Cordellina in contra’ Santa Maria Nova 7 si terrà la cerimonia in memoria degli esuli italiani che il 3 febbraio 1947 trovarono rifugio nell'ex convento.
A seguire verrà inaugurata la mostra espositiva storica e documentaria dal titolo "Dedicata al ricordo", aperta fino al 10 febbraio, dalle 15 alle 17.30, nel chiostro della scuola secondaria Giuriolo in contra’ Mure San Rocco 41.
Il percorso espositivo prende avvio dalla presenza storica delle comunità italiane sull’Adriatico orientale, ricostruendone le radici culturali e linguistiche. Il cuore della mostra è dedicato agli avvenimenti che seguirono la fine della Seconda guerra mondiale: le violenze, le uccisioni nelle foibe, i bombardamenti, le stragi, la perdita dei territori italiani passati alla Jugoslavia e la conseguente scelta, spesso obbligata, dell’esilio da parte di circa 350.000 persone. Attraverso documenti, immagini e testimonianze, la mostra racconta cosa significò abbandonare la propria casa, i propri affetti e la propria terra per ricominciare altrove una nuova vita.
Mostra "Dedicata al Ricordo"
La mostra espositiva storica e documentaria affronta una delle vicende più complesse e dolorose della storia italiana del Novecento: l’esodo forzato delle popolazioni italiane dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia nel secondo dopoguerra.
Come la precedente “Tu lascerai ogni cosa diletta più caramente. L’esilio dei giuliano-dalmati alla fine del Secondo Conflitto Mondiale” dell’edizione 2015 del Meeting per l’amicizia fra i popoli di Rimini, la mostra è pensata per accompagnare il visitatore, anche privo di conoscenze preliminari, nella comprensione del contesto storico, geografico e umano in cui si svilupparono questi eventi. Tale imponente rassegna è stata ospitata in formato ridotto dal 5 all’8 febbraio 2019 nella sede del Parlamento europeo di Bruxelles. Il percorso espositivo prende avvio dalla presenza storica delle comunità italiane sull’Adriatico orientale, ricostruendone le radici culturali e linguistiche, e prosegue attraverso le profonde trasformazioni politiche del Novecento, segnate da guerre mondiali, ideologie contrapposte e cambiamenti dei confini nazionali.
Il cuore dell’esposizione è dedicato agli avvenimenti che seguirono la fine della Seconda guerra mondiale: le violenze, le uccisioni nelle foibe, i bombardamenti, le stragi, la perdita dei territori italiani passati alla Jugoslavia e la conseguente scelta – spesso obbligata – dell’esilio da parte di circa 350.000 persone. Attraverso documenti, immagini e testimonianze, la mostra racconta cosa significò abbandonare la propria casa, i propri affetti e la propria terra per ricominciare altrove una nuova vita.
L’esposizione è strutturata mediante una serie di pannelli espositivi per rendere più immediata la comprensione degli eventi. Sono esposti i vari momenti delle vicende del Confine Orientale, come quelli dei campi profughi, che consentono di cogliere non solo i fatti storici, ma anche le emozioni, le difficoltà e la dignità delle persone coinvolte. Una particolare attenzione è riservata anche a chi rimase nei territori ceduti, nonché al ruolo svolto dalle associazioni degli esuli nel mantenere viva la memoria di queste vicende.
La mostra non ha finalità polemiche o revisioniste, ma si propone come strumento di conoscenza, memoria e riflessione civile. Il suo obiettivo è aiutare i più giovani a comprendere come le decisioni politiche e i conflitti possano incidere profondamente sulla vita delle persone e delle comunità, e perché il rispetto dei diritti umani, della convivenza tra i popoli e della memoria storica siano valori fondamentali.
Questa esposizione riveste un’importanza particolare perché contribuisce a colmare un vuoto nella conoscenza storica, offrendo un racconto documentato e accessibile di eventi che per lungo tempo sono rimasti ai margini della coscienza collettiva. Inserita oggi in un contesto europeo fondato sulla cooperazione e sul dialogo tra Stati, la mostra invita a guardare al passato con consapevolezza, per costruire un futuro basato sulla pace, sulla comprensione reciproca e sul rispetto delle identità culturali.
Iniziativa di cui fa parte
A chi è rivolto
A tutti