Cos'è
Nel corso della sua vita Dario Fo usa la pittura, il disegno, il segno grafico per presentare la sua idea ai compagni di scena, dalla scrittura di un testo, alle musiche, ai costumi, alla regia, alla coreografia, alle luci, tutto si traduce in disegno.
Dario Fo inizia la carriera di pittore nei corsi dell’Accademia di Brera negli anni Quaranta avendo come maestri i grandi artisti dell’epoca come Achille Funi, Marino Marini, Giacomo Manzù e Carlo Carrà. In questo contesto stringe rapporti e si confronta con i suoi compagni che saranno artisti di varie ricerche, sperimentazioni e orientamenti diversi tra loro, quali Ennio Morlotti, Bobo Piccoli, il gruppo Corrente, lo scultore Alik Cavaliere, il regista Carlo Lizzani, letterati e intellettuali come Elio Vittorini e l’amico Emilio Tadini. Lasciata l’impostazione accademica, Dario Fo matura uno stile personale ed individuale i cui frutti, arricchiti da contaminazioni, suggestioni, metafore, visioni simboliche ed oniriche, riempiono i suoi dipinti. L’etica, l’uomo e i sentimenti, ripresi dai miti e dalle storie, sono al centro delle sue riflessioni e, visti sempre con un occhio ironico e sferzante, sono posti in prospettive inconsuete e fuori da ogni ottica tradizionale, espressi con colori gioiosi, contrastanti e stridenti, sempre pieni di vita.
Iniziativa di cui fa parte
A chi è rivolto
Tout public