Dopo il rumore

Dopo il rumore:

Wind and Blue
Voci di venti, di mare e di arpe

Venerdì 9 Maggio 2025 | ore 18.00 | Sala Concerti "M. Pobbe"

Immagine: Arpe
© Conservatorio di Musica di Vicenza - Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)

Cos'è

Wind and Blue
Voci di venti, di mare e di arpe
Harps and more
Carlos Salzedo (1885-1961)
Fraicheur (Zephyrs), dai Five Preludes on the Name of Olga Samaroff-Stokowski, per tre arpe (1917)
Jeux d’Harpe Trio
Letizia Pellanda, Francesca Bordin, Dara Mattiello
Toru Takemitsu (1930-1986)
And then I knew ’twas wind, per flauto, viola e arpa (1992)
Fortuna Cinque, flauto
Michele Bassan, viola
Martina Antognozzi, arpa
Witold Lutosławski (1913-1994)
Three Fragments, per flauto e arpa (1953)
Angela Maria Rossi, flauto
Letizia Pellanda, arpa
Elizabeth Poston (1905-1987)
Trio per flauto, clarinetto e arpa (1958)
Angela Maria Rossi, flauto
Pietro Zorzin, clarinetto
Letizia Pellanda, arpa
Bernard Andrès (1941)
Jazzy (2010)
Jeux d’Harpe Trio
Letizia Pellanda, Francesca Bordin, Dara Mattiello
Carlos Salzedo aveva definito l’ensemble di arpe come «un mare sonoro bagnato da una cascata di luce organica», e vi assicuro che se chiudete gli occhi quando ascoltate questa musica l’emozione sarà davvero forte.
Il programma odierno è un racconto di viaggi, di ricordi passati e vento. L’apertura è affidata un vento leggero, mite e primaverile; questa composizione di Carlos Salzedo, Fraicheur, è un omaggio a Zefiro. Il vento è soggetto anche di And Then I Knew ’Twas Wind scritta da Takemitsu nel 1992, quattro anni prima della sua morte. Il brano in un unico movimento, fa implicitamente riferimento al Trio di Debussy per la medesima formazione, e con cui condivide il suo stile melodico frammentario. È noto che Takemitsu ammirava nel suo illustre predecessore il carattere innovativo del trattamento timbrico. Tuttavia, era anche desideroso di affermare le caratteristiche del proprio linguaggio, in particolare sul piano formale. Ad esempio, la melodia si basa su due distinte serie di sei note ciascuna, da cui si sviluppa l’intera costruzione armonica. Il titolo è tratto dalla poesia di Emily Dickinson Like Rain it sounded till it curved e, come scrisse Takemitsu stesso, «ha come soggetto i segni del vento nel mondo naturale e dell’anima, o mente inconscia (o potremmo anche chiamarla ‘sogno’), che continua a soffiare, come il vento, invisibilmente, attraverso la coscienza umana».
EMILY DICKINSON, Like Rain it sounded till it curved
Like Rain it sounded till it curved
And then I knew ’twas Wind
It walked as wet as any Wave
But swept as dry as Sand
When it had pushed itself away
To some remotest Plain
A coming as of Hosts was heard
That was indeed the Rain
It filled the Wells, it pleased the Pools
It warbled in the Road
It pulled the spigot from the Hills
And let the Floods abroad
It loosened acres, lifted seas
The sites of Centres stirred
Then like Elijah rode away
Upon a Wheel of Cloud.
Come Pioggia risuonava finché non curvò
E allora seppi che era Vento
Passava umido come un’Onda
Ma soffiava secco come Sabbia
Quando si era ormai spinto lontano
Nella più remota delle Pianure
Un venire come di Schiere si udì
Che era davvero la Pioggia
Riempì i Pozzi, allietò gli Stagni
Gorgheggiò per la Via
Tolse lo zipolo dalle Colline
E lasciò libere le Acque
Sciolse le terre, gonfiò i mari
I luoghi dei Centri rimescolò
Poi come Elia si allontanò
Su un Carro di Nuvole.
Siamo in un paesaggio greco per i Tre frammenti per flauto e arpa di Witold Lutosławski. Quest’opera risale al 1953 e fu originariamente scritta come musica di scena per diverse opere teatrali del Teatro Radiofonico Polacco. Il primo “frammento” fu tratto da L’incantesimo basato su un idillio del poeta siciliano Teocrito, mentre i restanti due derivarono da Odisseo a Itaca, un adattamento di un’opera teatrale di Jan Parandowski. L’orecchio innocente potrebbe non accorgersi che questi tre “frammenti” furono scritti da Lutosławski: mancano di organizzazione di toni e certamente non includono alcuna forma di musica aleatoria. Se non altro, l’ascoltatore ricorderà Debussy, Ravel o Poulenc.
Il Trio di Elizabeth Poston fu composto per l’Hampton Music Club, dove venne eseguito per la prima volta nel 1958. È probabilmente il primo trio del suo genere per questa strumentazione, e all’epoca fu considerato un capolavoro. L’opera si compone di quattro movimenti. Si apre con un’atmosfera piuttosto debussiana e con più di un pizzico di mistero. Nel corso del brano si percepisce un umorismo piuttosto smorzato ma pungente, ma anche ombre più cupe. Il lento secondo movimento è pieno di languore e desiderio. L’andamento è caratterizzato da un’atmosfera da ballata, e la Poston orchestra ogni brano con grande finezza. La conclusione del movimento è di una bellezza struggente. Il terzo movimento dà filo da torcere a Britten in termini di evocazioni fiabesche.
Jazzy, il brano conclusivo è dell’arpista e compositore francese Bernard Andrès che con il linguaggio idiomatico dell’arpa ci racconta atmosfere jazz e armonie blues.

A chi è rivolto

Pubblico di ogni età

Luogo

Conservatorio di Musica di. Vicenza "A. Pedrollo"

Date e orari

09
Mag
Inizio evento 18:00 - Fine evento 19:00

Costi

GRATUITO

Ingresso gratuito