L'ottava porta

Theama Teatro

Immagine: L'ottava porta
© L'ottava porta - Licenza sconosciuta

Cos'è

Nel passato, le porte di una città erano il suo volto, lo sguardo che offriva allo straniero: arcigno, severo, pronto a respingere chi non arrivava con buoni propositi. La città protagonista del nostro spettacolo era celebre in tutto il mondo antico. Esistevano, infatti, due città con lo stesso nome: una in Egitto, detta “la città dalle cento porte” , e una in Beozia, ricordata come “la città dalle sette porte” . Entrambe si chiamavano Tebe. Due città d’acqua dolce: la città del fiume e la città delle fonti. Ma non è stata l’acqua a rendere celebre la Tebe greca. È stato il sangue. Un sangue che ha inciso sulle sue pietre un marchio indelebile: il marchio della colpa. Una stirpe maledetta, segnata generazione dopo generazione. Un marchio che ha origine con Cadmo, il fondatore, e attraversa tutta la storia fino a Edipo e ai suoi figli. Per i Greci, la colpa non appartiene mai a un solo individuo: si eredita, si amplifica, si trasforma. Esiste una colpa originaria che continua a vivere nei corpi e nelle scelte dei discendenti, come un’eco impossibile da spegnere, e si espande, come una peste, divorando tutto ciò che incontra. Spalanca tutte le porte: quelle visibili e quelle invisibili, quelle conosciute e quelle segrete. Porte che diventano soglie. Passaggi tra il mondo dei vivi e quello dei morti.

Per i Greci, questi passaggi esistono davvero. Sono luoghi precisi. Celebre è quello di Ulisse nell’Odissea, quando si reca a interrogare il veggente Tiresia, ormai morto. Porte nascoste nella profondità della terra, dove l’acqua ristagna e il tempo si ferma, dove il sole non arriva. Porte fatte non per entrare, ma per affacciarsi. Una città come Tebe, così segreta e così profondamente legata alla morte, non può non custodire un simile passaggio. Non può non avere un’ottava porta. Una porta che non guarda fuori, ma guarda giù. Una porta invisibile, mai nominata, che non appartiene alla geografia della città, ma alla sua natura più profonda. Una soglia che i vivi non possono attraversare, ma attraverso cui i morti possono tornare o andarsene. Ad accompagnarci in questo viaggio c’è una figura che ha attraversato tutta la storia di Tebe, dalle origini fino a Edipo. Un personaggio che conosce questa città intimamente, perché ha vissuto sette generazioni, sette vite, come uomo e come donna. È Tiresia. Accanto a lei, i cantori della storia saranno gli uccelli: guide dei suoi occhi ciechi, e le ultime vittime della maledizione tebana: Edipo e i suoi quattro figli. “L’ottava porta” è un’indagine sul confine: tra vita e morte, tra libertà e destino, tra colpa individuale e responsabilità collettiva. Un tentativo di interrogare il mito non come qualcosa di lontano, ma come uno specchio del presente. Dove gli esseri umani ( proprio come i nostri personaggi ) cantando insieme il bello e il brutto, continuano a cercare il senso della propria esistenza.

Iniziativa di cui fa parte
da 13 Settembre
79° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico di Vicenza

Il 79° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico di Vicenza con la direzione artistica di Stivalaccio Teatro si svolgerà dal 13 settembre al 18 ottobre.

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Immagine: 79° Ciclo di Spettacoli Classici
A chi è rivolto

Adulti, over 65, under 30, studenti

Luogo

Basilica Palladiana

La Basilica palladiana è l’edificio simbolo di Vicenza. Rinomata per il loggiato a serliane, progettato dal grande architetto Andrea Palladio, che circonda il medievale Palazzo della Ragione, è stata inserita dall'Unesco nella lista dei beni patrimonio dell’umanità nel 1994.

Web Cam

Piazza dei Signori, Vicenza, Veneto, Italia

Ulteriori dettagli

Immagine: Basilica Palladiana

Date e orari

24
Set
Inizio evento 21:00 - Fine evento 22:01

Ulteriori informazioni

Ultimo aggiornamento: Mercoledì, 10 Giugno 2026