Cos'è
Samia comincia da una storia vera, quella di Samia Yusuf Omar, la giovane atleta somala morta nelle acque di Lampedusa mentre cercava di raggiungere l'Europa per qualificarsi alle Olimpiadi. Bolognino porta in scena sei corpi di donne diverse tra loro per rappresentare quella di una vita spezzata, simbolo di una disuguaglianza ed emergenza del nostro presente, dove la libertà di scegliere chi vuoi essere in molti paesi è ancora negato. «Nonostante lottiamo per questo - racconta il coreografo nelle note - non siamo ancora tutti uguali. Eppure, tutti, ancora, desideriamo. Corriamo. Con questo lavoro non posso riscrivere una vita che non ho vissuto, ma posso contribuire a ricordare Samia Yusuf Omar e chi, come lei, lotta ogni giorno per la propria corsa, non solo come una vittima. Bensì come persone che s'impegnano a scegliere chi vogliono diventare. In sala ho lavorato con le performer riflettendo sui nostri desideri e sui limiti che il mondo ci pone per forzare i confini dentro e fuori dal corpo e provare a inseguire la libertà che dà l'autodeterminazione. Una conquista che, nonostante il privilegio di poter guardare il mare, resta ancora un sogno, ancora un'utopia».
Iniziativa di cui fa parte
A chi è rivolto
Operatori della danza. Adulti, Over 60, Under 30, studenti