Cos'è
Proseguono con successo i concerti organizzati da Fondazione Monte di Pietà di Vicenza nell’ambito della stagione 2024-2025 di “Eventi al Monte”. Torna, anche quest’anno, l’atteso festival “I Venerdì al Monte”, giunto all’ottava edizione, che per il 2025 propone tre concerti dedicati agli strumenti cordofoni nella chiesa di San Vincenzo.
Venerdì 28 marzo ore 21 il terzo e ultimo appuntamento si apre agli artisti internazionali con la proposta del recital “Il violino del Novecento”del musicista Dmytro Udovychenko, straordinario talento postosi su di un solco di primissimo rango con la vittoria del 1° premio al “Queen Elisabeth Competition” di Bruxelles nel 2024, uno dei più prestigiosi concorsi mondiali, voluto dal grande violinista e compositore belga Ysaÿe. La prima edizione del concorso, nel 1937, fu vinta da David Ojstrach. Udovychenko è qui alla sua prima data vicentina, in esclusiva per la Fondazione Monte di Pietà.
A chiusura del festival, questo evento rappresenta un significativo compendio nella storia del violinismo del secolo scorso. Un excursus che è più di un biglietto da visita per il venticinquenne Udovychenko; il programma, denso e altamente virtuosistico, vede l’interprete cimentarsi anzitutto nella Sonata di Bartók, tra gli ultimi capolavori del grande magiaro, dedicata a Yehudi Menuhin che ne fu primo esecutore. Seguono due Sonate dalle 6 dell’op. 27 di Ysaÿe: la terza, la celebre “Ballade” dedicata a George Enescu, e la sesta e ultima, dedicata a Manuel Quiroga.
La chiusura del concerto diviene emblematica del percorso di Udovychenko: “A Paganini” è l’omaggio del russo Schnittke al sommo virtuoso del violino, un lavoro che, prendendo liberamente le mosse dal Capriccio n. 24 del Maestro italiano, attraverso la tipica tecnica polistilistica di Schnittke intreccia - per usare le parole di Edward Moore - “i temi accattivanti e le abbaglianti prodezze tecniche ottocentesche in un'espressione frenetica di angoscia strumentale postmoderna”.
L’artista
Nato nel 1999 a Kharkiv, in Ucraina, Dmytro Udovychenko è un violinista di fama internazionale, vincitore del 1° Premio al “Queen Elisabeth Violin Competition” nel 2024. La sua straordinaria carriera è segnata da numerosi riconoscimenti prestigiosi: nel 2023 si è aggiudicato il primo premio al Montréal International Competition, dopo una serie di successi nel 2022, tra cui il primo premio al III Singapore International Competition e il terzo premio al XII Jean Sibelius International Violin Competition. I precedenti riconoscimenti includono il primo premio al II Odessa International Violin Competition nel 2021, e un trio di premi al Joseph Joachim International Violin Competition, dove ha raggiunto il secondo posto, oltre ad aggiudicarsi l'Audience Prize e l'Internet Community Prize. Nel 2018, Udovychenko ha vinto il Grand Prix all'Andrea Postacchini International Violin Competition, essendosi precedentemente assicurato il secondo posto e l'EMCY Prize al JaschaHeifetz International Competition del 2017 a Vilnius, in Lituania. Egli ha iniziato il suo percorso musicale alla Kharkiv Special Music School for Gifted Children sotto Ludmila Varenina, ottenendo numerosi premi internazionali e inviti a festival già durante i suoi primi anni. All'età di 14 anni, ha continuato gli studi con il professor Boris Garlitsky alla Folkwang University of Arts di Essen, in Germania. Nel 2022, si è unito alla classe di Christian Tetzlaff alla Kronberg Academy.
Ha inoltre affinato le sue abilità in masterclass con musicisti rinomati quali Ana Chumachenco, Dmitry Sitkovetsky, Gary Hoffman, Gidon Kremer, Sir András Schiff, Stephan Picard e Leonidas Kavakos.
Ingresso gratuito senza prenotazione fino ad esaurimento dei posti disponibili
Programma de “Il violino del Novecento”
Béla Bartók (1881 – 1945)
Sonata per violino solo, Sz. 117, BB 124 (1944)
Eugène Ysaÿe (1858 – 1931)
Sonata per violino solo Op. 27 n. 3 in re minore,“Ballade” (1923)
Sonata per violino solo Op. 27 n. 6 in mi maggiore (1923)
Alfred Schnittke (1934 – 1998)
A Paganini, per violino solo (1982)
A chi è rivolto
famiglie