Cos'è
di e con Marco Bianchini
disegno luci Fabio Bonfanti
suoni Alessandro Balestrieri
con il sostegno di RadiceTimbrica Teatro/Teatrino Fontana e Festival Com’è
produzione Teatro della Caduta
“Everyone has violence in themselves, I am violent” (Marylin Monroe)
Il mondo dei concorsi di bellezza per bambine, cose varie che fanno tenerezza, i diari di Marilyn, i neomelodici napoletani. Cosa può succedere combinando e mettendo in scena questi ingredienti?
Nel suo settimo spettacolo Marco Bianchini si immerge negli abissi della contemporaneità e della cultura pop più malati per esplorare le forme che assume la violenza nella società di oggi. Il risultato è in monologo a più voci in cui si traccia un parallelismo tra le vicende immaginarie di due piccole miss a la figura di Marilyn Monroe.
Uno spettacolo eccessivo, sregolato, paradossale, che fa ridere e rabbrividire allo stesso tempo.
Baby Miss nasce da una serie di riflessioni personali, approfondite grazie a una masterclass di scrittura guidata da Mariano Dammacco. L’intento iniziale era esplorare il tema della violenza, non tanto quella esplicita, ma piuttosto le sue forme sottili, che agiscono in maniera più subdola sulle persone. Durante il processo creativo il mondo delle ragazzine che partecipano ai concorsi di bellezza e la figura di Marilyn Monroe sono emersi come suggestioni per affrontare questo argomento. Man mano che si procedeva nella scrittura sono emersi altri temi: il sacrificio, il sacrilegio, il bisogno di approvazione, il timore di deludere le aspettative, il bisogno della società di esercitare il proprio controllo su tutto ciò che è fragile e libero.
In scena si dipanano due storie parallele. Da un lato, Marilyn Monroe racconta al suo psichiatra l’esperienza traumatica di essere stata ricoverata, a sua insaputa, nel reparto psichiatrico di una clinica di New York. Dall’altro, si sviluppa la vicenda inventata di due piccole miss, narrata attraverso i loro dialoghi e quelli di altri personaggi che assistono agli eventi.
La scenografia è minimale: un leggìo, due corone e due scettri di plastica, un cavalletto con una videocamera e due peluche. Il registro dello spettacolo oscilla: i momenti dedicati a Marilyn sono più seri e malinconici, mentre la storia delle due bambine assume toni grotteschi.
Marco Bianchini Attore e narratore vicentino ha seguito un itinerario formativo che parte dal teatro di narrazione (con Gilles Bizouerne, Lylo Baur, Marco Paolini) e si completa con la tradizione francese di teatro fisico con Miriam Goldschmitd, Marcel Marceau, Pierre Byland, Giovanna Mori e in particolare all’École Philippe Gaulier di Parigi. Nel 2005 entra a far parte del Teatro della Caduta che ha prodotto sei suoi spettacoli: De Bulgarij Eloquentia, Anamnesi, Lamleto, La ballata dei Van Gogh, 1/6000, e Into the Wilde. Ha vinto, diretto da Francesco Giorda, il primo premio della giuria e del pubblico al “Concorso Internazionale di Regia Fantasio Piccoli”. Premio del pubblico al concorso per monologhisti “C’è posto per te”. Ha curato la regia di “Madama Bovary” (finalista Premio Scenario 2011) e di “Leopardi Shock”, interpretati da Lorena Senestro.
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L’intera rassegna Mutazioni 06 è consultabile al sito > teatrospaziobixio.com
Iniziativa di cui fa parte
A chi è rivolto
giovani e adulti