Cos'è
Rassegna 2025/26 - TRANSIZIONI - Percorsi tra identità, memoria e futuro
“MI CHIAMO LIDIA TOMMASINI”
Spettacolo teatrale
“Scrivo un po’ della mia vita travagliata, senza amore.”
Così scriveva Lidia Tommasini, nel Natale del 2020, durante la solitudine del confinamento. Aveva novantacinque anni e, forse senza saperlo, stava consegnando alla carta una testimonianza preziosa: non solo il racconto di una vita personale, ma uno sguardo lucido su quasi un secolo di storia. Un diario semplice, diretto, essenziale e proprio per questo capace di lasciare il segno.
Da queste pagine nasce uno spettacolo teatrale intenso, per conoscere e ricordare.
La storia di Lidia Tommasini è uno spaccato limpido e duro della nostra storia sociale, culturale e affettiva. Lidia racconta ciò che una donna ha dovuto sopportare -solitudine, rinunce, esclusioni- ma dice anche di come non abbia mai smesso di cercare la luce nel buio: sogni, speranze, un’idea di amore profonda e ostinata, sono elementi che attraversano il suo diario e danno forza al racconto teatrale.
Questo spettacolo non è solo memoria: è ascolto, riflessione, incontro tra diverse generazioni, una voce fragile ma fortissima per gli anziani, gli adulti e soprattutto i giovani. Assistervi significa riconoscere valore alla memoria, alle vite silenziose, a ciò che spesso resta ai margini.
Un testo di Gianrico Tondinelli messo in scena dalla Compagnia del Pane di Vicenza.
In collaborazione con Associazione NOI - Arzignano
Ingresso libero con offerta responsabile.
A chi è rivolto
Pubblico di tutte le età interessato a capire l'evoluzione sociale del Vicentino dagli anni Venti del '900 ai giorni nostri.